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N.B. I contenuti grafici presenti nel sito web esprimono indicativamente il potenziale delle diverse unità abitative ed hanno carattere pubblicitario non costituendo elementi di natura contrattuale.

Vi siete mai chiesti perché Regio Parco, quartiere operaio doc, si chiama così? Cos'ha di tanto regale se ospitava le tantissime famiglie operaie che popolavano le fabbriche della periferia nord di Torino? Ebbene, tutto merito di Emanuele Filiberto, che nella seconda metà del '500 decise di espandere le sue residenze oltre le mura e acquistò da diversi proprietari terrieri 81 giornate di terreno boscoso (sì, il prezzo all'epoca si faceva così...) e fece costruire un bellissimo castello. Purtroppo del castello oggi non rimane più nulla perché venne distrutto dai francesi durante l'assedio del 1706. Ecco spiegata l'origine nobile di questo pezzo di città. Uno dei più vibranti in questo momento, oggetto di numerose trasformazioni che hanno saputo mantenere sapientemente intatto il retaggio storico che si porta dietro.

 

Siamo in un luogo speciale tra Vanchiglia e Aurora, quartieri storici di Torino situati tra il confine nord–est del centro storico cittadino e la confluenza dei fiumi Po e Dora Riparia.
La centralità e la vicinanza alle sedi universitarie di questo distretto urbano tradizionalmente ricco di officine e piccole realtà industriali, hanno determinato una sua graduale trasformazione in chiave residenziale e commerciale tale da renderlo in breve tempo uno dei più vivaci poli propulsivi della creatività e dell’imprenditoria torinese.
Alle botteghe artigiane ancora presenti si sono affiancate innovative realtà artistiche, culturali e produttive in diversi ambiti come l’architettura, il design, la fotografia, l’arte contemporanea, il food e il cinema.
La natura di distretto creativo emergente, che si esprime soprattutto tra via Catania, via Modena e Corso Regio Parco, ha convinto MONOCLE, una delle più sofisticate riviste inglesi di Lifestyle, a dedicare nel Novembre 2015 la propria rubrica Proprety Prospectus ai nuovi e vecchi abitanti della zona definita come il quartiere più contemporaneo ed interessante di Torino.


L’indirizzo di UNION 1828 presenta delle caratteristiche di eccellenza essendo nel cuore della zona più vivamente interessata da un progetto di riqualificazione globale che è stato innescato da importanti investimenti pubblici e privati e sarà portato a termine su larga scala in direzione nord grazie a significative trasformazioni urbanistiche già pianificate dalla Città di Torino come la Variante 200 e la Linea 2 della Metropolitana.
La potenzialità del contesto è dimostrata concretamente dalla presenza di alcune importanti realtà ed istituzioni torinesi che, avendo scelto di insediarsi in questa zona, stanno contribuendo ad accellerarne lo sviluppo.
Tra le più rilevanti possiamo citare:
- Il nuovo Campus Universitario Luigi Einaudi
- La “Nuvola”, il nuovo Centro Direzionale della Luigi Lavazza S.p.a.
- Il Cineporto della Film Commission di Torino
- Il Centro Estero per l’internazionalizzazione della Regione Piemonte (CEIP)
- La sede e lo spaccio del Gruppo BasicNet/Robe di Kappa
- Lo spazio di ristorazione ed aggregazione EDIT
- Il Museo Ettore Fico di arte contemporanea

Questo “villaggio urbano” in continua trasformazione è, inoltre, caratterizzato dalla presenza di numerosi caffè e ristoranti di piccole dimensioni che si sono integrati correttamente nel tessuto residenziale senza dare vita ad attività non compatibili con la quiete e la tranquillità degli abitanti.Il quartiere, infine, riesce a coniugare molto bene la propria densità con numerose ed estese aree verdi facilmente fruibili essendo presenti sia sul lungo Dora da cui parte la pista ciclabile che porta al Parco della Colletta, sia sui viali alberati e pedonali di corso Regio Parco e via Catania.

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​La storia è l’anima di un quartiere, e Torino lo sa benissimo. Il tentativo di reinterpretare il passato è una spinta vitale per il futuro della nostra città.

A Regio Parco si sta ristrutturando anche il senso di collettività. Ed è veramente bellissimo.

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A Regio Parco la fabbrica non è morta, anzi: è tornata a vivere. I vecchi e polverosi spazi industriali hanno lasciato il posto a studi di design e architettura, atelier, caffè, laboratori del cioccolato, ciclofficine, loft, luoghi condivisi aperti a tutti. Lo chiamavano il bronx fino a poco tempo fa, ora è uno dei posti più trendy in cui andare a vivere e aprire un'attività. 

Questo quartiere è diverso da tutti gli altri in città: qui la diversità architettonica, degli spazi urbani, corrisponde alla diversità della gente.

 

Se è un po' che non ci andate, fatevi un giro. Non ve ne pentirete...